COMPRARE LISTE È MALE  

Questo articolo è stato scritto per EmailMarketingBlog, la risorsa italiana per l'email marketing, sponsorizzata da VOXmail. Leggete e siate lieti o, nel caso, fatemi sapere cosa vi è dispiaciuto

Un po’ come incrociare i flussi.
Non è -solo- questione di legalità, per quanto le norme italiane sulla privacy e sul consenso al trattamento dei dati personali parlino piuttosto chiaro, è innanzitutto una questione di opportunità e di efficacia.
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Partiamo dal concetto di SPAM: per SPAM si intende una comunicazione [commerciale] indesiderata, non richiesta.

L’email marketing è, al contrario, permission marketing, ovvero marketing basato sul consenso(permesso) del destinatario.
Non è volantinaggio, è comunicazione diretta in seguito a manifestato interesse ed esplicito permesso ad essere contattati per un determinato argomento da un preciso soggetto.
Con l’email non si va a caccia di potenziali clienti sparando nel mucchio più o meno casualmente; l’email è al contrario un canale perfetto per fare upselling, cross selling, fidelizzazione, conversione di lead acquisiti.

Per poter inviare una email vi servono due fattori: l’indirizzo email di destinazione e il consenso del suo proprietario a ricevere quel determinato tipo di email da voi.

Il consenso non può essere comprato e quando comprate una lista state quindi comprando metà di ciò che vi serve; molto probabilmente i passi che farete per tentate di completare l’opera, nella speranza di ottenere i consensi, vi porteranno a commettere illeciti.

Comprare liste di email da terzi, per quanto questi possano apparire affidabili e diano garanzie sulla validità del loro prodotto, è una cattiva idea per (almeno) tre motivi:

  1. I contatti che avete comprato NON vi conoscono, e se non vi conoscono non si fidano. E se non si fidano è più facile che vi segnalino come spammer, piuttosto che diventino vostri clienti.
  2. Molto frequentemente queste liste vengono vendute centinaia di volte, per anni, e al loro interno contengono indirizzi non più validi o, peggio ancora, SPAMTRAP, utilizzate dai provider per identificare abusi. Queste email paiono funzionanti, magari qualche volta addirittura aprono le comunicazioni inviate, in realtà sono trappole per incastrare chi fa uso di liste comprate e disattivare sul nascere invii massivi di spam.
  3. Utilizzando questo genere di liste rovinerete la reputazione degli IP da cui inviate email e del vostro dominio. Queste comunicazioni non richieste, nella migliore delle ipotesi, generano poche aperture, tanti bounce e varie segnalazioni di abuso, tutti segnali molto espliciti per i moderni filtri antispam. Perdere reputazione e venire blacklistati da servizi internazionali è un processo molto rapido, che poi richiede cure lunghe e dolorose.

Per questi motivi, tutti i fornitori di servizio invio newsletter ed email di un certo livello non accettano clienti che usino liste comprate, per cui, una volta comprata la lista, troverete poi grosse difficoltà a spedire email efficacemente.
Come faccio ad acquisire consensi se non posso chiederli? Costruendo un tuo database, iscritto dopo iscritto, ma per questo vi rimandiamo al prossimo articolo :).

 
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La rete non è un media. E neppure una tecnologia.

Pensavo di iniziare con una citazione di Gibson o di Sterling. Fate come se l'avessi fatto. La mia amica Mafe sostiene, e non certo a torto, che repetita iuvant, ma è da un po’ che mi sento davvero come quei vecchietti scassaballe in... Continue →