Alessandro Morloi Grazioli

Webtuttologo, di necessità scarsa virtù. Dal 1996 lavora nell'Internet

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WebMarketingFestival, ovvero del gap generazionale

Oramai i post sul Web Marketing Festival 2015 dilagano ogni dove.
Anche io ci sono andato, grazie a VOXmail.
È stata sicuramente una bellissima iniziativa, di grande livello. Certo, tutto è perfettibile, ed alcuni appunti fatti in giro per il web mi trovano sicuramente concorde, ma non v'è alcun dubbio che nel complesso il WMF15 sia stato un grande successo.
Riunire più di duemila persone alla ricerca di formazione in ambito webmarketing non è un risultato scontato, tutt'altro, e altrettanto non scontato è riuscire a soddisfare questa sete di conoscenza.
Giorgio Taverniti e il suo staff ci sono riusciti, almeno all'80%.
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Non è comunque mia intenzione parlare della qualità dell'evento, quanto della percezione precisa che ho avuto nell'osservare il pubblico (e parte dei relatori). Come i miei affezionatissimi lettori sanno, io appartengo alla prima generazione italiana che si è occupata

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COMPRARE LISTE È MALE

Questo articolo è stato scritto per EmailMarketingBlog, la risorsa italiana per l'email marketing, sponsorizzata da VOXmail. Leggete e siate lieti o, nel caso, fatemi sapere cosa vi è dispiaciuto

Un po’ come incrociare i flussi.
Non è -solo- questione di legalità, per quanto le norme italiane sulla privacy e sul consenso al trattamento dei dati personali parlino piuttosto chiaro, è innanzitutto una questione di opportunità e di efficacia.
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Partiamo dal concetto di SPAM: per SPAM si intende una comunicazione [commerciale] indesiderata, non richiesta.

L’email marketing è, al contrario, permission marketing, ovvero marketing basato sul consenso(permesso) del destinatario.
Non è volantinaggio, è comunicazione diretta in seguito a manifestato interesse ed esplicito permesso ad essere contattati per un determinato argomento da un preciso soggetto.
Con l’email non si va a caccia di

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Della fragilità della memoria digitale.

 I tecnicismi sono piuttosto noiosi, perlomeno a me interessano assai poco. Mi interessa molto di più il fatto di non avere le doti necessarie a conservare efficacemente le mie memorie di famiglia nei decenni futuri.

La vita gira, le generazioni che ci hanno preceduto piano piano abbandonano questo piano astrale e spesso ci lasciano cassettine colme di ricordi, lettere, vecchi libri, foto.

Nelle cassettine giuntemi recentemente, ho trovato foto che si avvicinano al secolo d'età, come quella qui sotto.
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Mio bisnonno Pasqualone, in tenuta da soldato, guerra del 15/18

Questa foto, unitamente a molte altre, è sopravvissuta ad un paio di guerre, a seri bombardamenti, a diversi cambi di casa e passaggi di proprietà. Rimanendo semplicemente dentro la sua cassettina, ignara di tutto.

Sempre recentemente, a causa di un fail piuttosto ignorante del raid 1 che doveva salvaguardare il mio

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La rete non è un media. E neppure una tecnologia.

 Pensavo di iniziare con una citazione di Gibson o di Sterling. Fate come se l'avessi fatto.

La mia amica Mafe sostiene, e non certo a torto, che repetita iuvant, ma è da un po’ che mi sento davvero come quei vecchietti scassaballe in grado di ripetere con ardore indefesso centinaia di volte la stessa identica storia aspettandosi dal pubblico il medesimo entusiasmo.

Una delle metafore/teorie che mi porto appresso da tempo e che non mi stanco mai di ripetere quotidianamente suona alle mie orecchie talmente banale da risultare quasi stucchevole:

INTERNET non è TECNOLOGIA, non è MEDIA, è LUOGO.

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L'Arena Borghesi, ex teatro all'aperto, oggi, chissà per quanto, cinema sotto le stelle, foto di Torre dell'Orologio Faenza/Fototeca Manfrediana

Sia chiaro, Internet è piena zeppa di tecnologia, un ammasso incredibile, difficilmente percepibile dall'utente medio: dorsali, cavi sottomarini

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Discutere sull'Internet - storia e minimalia di sopravvivenza

Se i Troll vi spaventano, evidentemente non avete presente le discussioni da bar in Romagna (che a metà ottocento qualche volta finivano a saraccate).

Bullismo online, troll, Facebook, Ask.fm, il blog di Grillo. Il mondo pare impazzito, gli allarmi si moltiplicano, l'universo crolla, ohmygosh.
Calma e sangue freddo: Internet, come sempre, non ha inventato nulla.

Le dinamiche delle relazioni umane, singole e di gruppo, sono fondamentalmente immutate da millenni.

Le discussioni, lo sport, il saccentismo, la politica, le prese in giro crudeli, il bullismo, il cospirazionismo, il sesso come capita. Se c'è una cosa a cui l'Internet, ma più in generale la società post anni settanta, ci ha disabituato è il prendersi a pugni in faccia senza troppe paranoie.
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nella foto mio nonno e un suo amico fanno finta di prendersi a pugni

Internet è un luogo come un altro (e non un media o una

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Fare a cazzotti con l'Internet

La mia generazione ha subito la fascinazione di un accoppiatore acustico e di un computer homemade e programmabile via switch.

L'infanzia è a suo modo subdola, perché i messaggi assorbiti in quell'età così vulnerabile ci segnano per sempre, che lo vogliamo o no.
Ho diversi bellissimi ricordi della mia infanzia, ma due mi tormentano ogni giorno: l'incredibile viaggio dentro al cyberspazio fatto da Kevin Flynn in Tron (quello originale), ma ancor di più il maledettissimo accoppiatore acustico di Wargames.
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il maledetto accoppiatore lo trovate in basso a destra

Per chi fosse a digiuno di retrocomputing, l'accoppiatore acustico è (era) quell'aggeggio che permetteva di collegare il computer alla linea telefonica utilizzando direttamente la cornetta. In pratica all'interno dell'accoppiatore acustico c'era un microfono che ascoltava i “biiizzzBURRRRZZZrrriiiip” provenienti dal computer

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