Discutere sull'Internet - storia e minimalia di sopravvivenza

Se i Troll vi spaventano, evidentemente non avete presente le discussioni da bar in Romagna (che a metà ottocento qualche volta finivano a saraccate).

Bullismo online, troll, Facebook, Ask.fm, il blog di Grillo. Il mondo pare impazzito, gli allarmi si moltiplicano, l'universo crolla, ohmygosh.
Calma e sangue freddo: Internet, come sempre, non ha inventato nulla.

Le dinamiche delle relazioni umane, singole e di gruppo, sono fondamentalmente immutate da millenni.

Le discussioni, lo sport, il saccentismo, la politica, le prese in giro crudeli, il bullismo, il cospirazionismo, il sesso come capita. Se c'è una cosa a cui l'Internet, ma più in generale la società post anni settanta, ci ha disabituato è il prendersi a pugni in faccia senza troppe paranoie.
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nella foto mio nonno e un suo amico fanno finta di prendersi a pugni

Internet è un luogo come un altro (e non un media o una tecnologia, ma ne riparlerò poi a tempo debito), al pari del bar del quartiere, del circolo di partito, della piazza del paese, del bagno della scuola; un luogo dove ci si incontra, si chiacchiera, si discute, ci si prende in giro, si consumano amori e tragedie, e qualche volta ci si fa male, e anche molto.

I luoghi di Internet non sono sempre stati gli stessi.

Quando non c'era il Web (o era davvero poco rilevante, a causa della lentezza delle linee), i luoghi di discussione e incontro/scontro erano principalmente due: Newsgroup e Chat.

NNTP e IRC erano due acronimi assai conosciuti.
Non voglio addentrarmi ora nelle caratteristiche di questi due vetusti antenati dei Social Network (perché questo erano), bensì indagare un minimo le differenze di fruizione e utilizzo, per capire come mai oggi le cose ci paiono tanto diverse.

Tralasciando l'ovvia considerazione che all'epoca Internet era un luogo assai poco frequentato, la principale distinzione fra Newsgroup (o anche le Mailing List) e Chat era la stessa che intercorre fra la comunicazione asincrona e quella sincrona.

Il mondo dei Newsgroup era un mondo rigidamente gerarchizzato, popolato da mille microcomunità dedite alla cura del loro pezzo di passione; le discussioni dovevano essere esclusivamente On Topic e spesso gli interventi erano lunghi e assai elaborati.
Tutti i messaggi venivano salvati ed erano recuperabili in qualsiasi momento. In un mondo connesso a spizzichi e bocconi, era una pratica fondamentale, altrimenti sarebbe stato impossibile interagire.
Non era necessario rispondere immediatamente, anzi. Comunicazione asincrona.

Anche se eravamo in pochi, i fenomeni tipici della discussione Internet erano ben presenti: i Troll, spesso organizzati e micidiali, abbondavano, e spesso gli animi si scaldavano oltre modo e maniera.
All'epoca ci si appellava alla Netiquette; al pari dell'etichetta e delle buone maniere, era un tentativo per spiegare ai più duri di comprendonio come si stava in questo nuovo luogo.

Il fratello caotico e sincrono dei Newsgroup era l'Internet Relay Chat.
In questo caso ci si tuffava dentro ad un Canale (spesso tematico, al pari dei Newsgroup) e ci si ritrovava in mezzo ad un flusso continuo di scambi di battute fulminei, in parte generati da veri utenti, in parte automatizzati mediante l'uso di programmi chiamati Bot.

Ai bot toccava anche il compito di presidiare il canale in assenza degli operatori, in maniera da evitare i cosiddetti Takeover.
Dentro i Canali succedeva davvero di tutto, dalle chiacchiere innocue al sesso virtuale, dagli scambi di software piratato alle immagini porno.
Un delirio in streaming continuo. Le cose succedevano istantaneamente e se non c'eri, beh, avevi perso il treno. Comunicazione Sincrona.
Irc è ancora usato come mezzo di scambio di Warez e Film pirata.

All'epoca di newsgroup e chat, l'anonimato era lo standard. C'erano solo nickname. E quando le discussioni, i takeover, le litigate partivano, potevano durare giorni e settimane.

 Sì, va bene, nonno, abbiamo capito, vedi di arrivare al dunque.

Come dicevo, Newsgroup e Chat erano l'antenato effettivo dei moderni Social Network (si è passati passati per una via intermedia, le comunità web e i forum).
Ci sono alcune differenze fondamentali, che dobbiamo tenere presenti per gestire al meglio il nostro stare qua in giro.

Facebook ci ha fatto uscire dall'anonimato.
Ora il nascondersi dietro ad un nickname non è lo standard, è l'eccezione, spesso il marchio di fabbrica di qualcuno di cui istintivamente non ci fidiamo.
All'epoca in IRC era pieno di omini che si fingevano donnine lascive. Anche perché di donnine ce n'erano davvero poche.

I social network hanno spostato l'attenzione dall'argomento all'ego.
Se una volta si facevano battaglie di religione sulla superiorità tecnico-filosofica di Star Trek nei confronti di Star Wars, ora il centro dell'attenzione è l'IO. Chiaramente questo da una quantità di appigli infiniti a troll, bulli e simpatici perditempo. A volte pure giustamente.

Sincrono e Asincrono non hanno più valore.
Una volta accedevamo all'Internet più o meno nella stessa maniera in cui si va in un locale. Ora in questo locale ci siamo perennemente. E non riusciamo più a prenderci il tempo per rispondere come si deve ai provocatori. Oppure a provocare in modo intelligente.

Quella che non è cambiata, e non cambierà mai, e la capacità innata dell'uomo di non perdere occasione per discutere di qualsiasi cosa, e trovare l'energia e il puntiglio per difendere l'indifendibile, a costo di passare per scemo. Chiaramente se il luogo è affollato, succede che la gente comincia a urlare più forte, qualcuno inveisce, qualcuno bestemmia, qualcuno minaccia.

Rimane il consiglio degli antichi maestri di scherma: sedetevi nel tavolo all'angolo, col le spalle al muro, vicino ad una finestra e piantate il pugnale sotto al tavolo, a portata di mano.

 
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La rete non è un media. E neppure una tecnologia.

Pensavo di iniziare con una citazione di Gibson o di Sterling. Fate come se l'avessi fatto. La mia amica Mafe sostiene, e non certo a torto, che repetita iuvant, ma è da un po’ che mi sento davvero come quei vecchietti scassaballe in... Continue →